4 arresti e 16 indagati, parenti gestivano traffico di droga

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Malpensa (Va), 22/04/2016 – Sedici persone indagate, di cui quattro (parenti fra di loro) arrestati in flagranza di reato e 16 chili di cocaina sequestrati è il bilancio dell’indagine ‘Parenti serpenti’, coordinata dalla Procura di Busto Arsizio (Varese) che ha portato la guardia di finanza di Malpensa a sgominare una banda di peruviani che si occupava di traffico internazionale di droga. L’indagine era partita a seguito dell’arresto di un italiano  42enne, originario di Savona, fermato lo scorso anno all’aeroporto di Malpensa con oltre tre chili di cocaina provenienti dalla Bolivia. Coordinati dal pm di Busto Arsizio Nicola Rossato, i finanzieri hanno ricostruito un “cartello criminale” dedito al traffico di cocaina con base a Savona e ramificazioni nella provincia di Milano. Sedici le persone coinvolte, legate tra loro da vincoli di parentela, con una netta suddivisione dei ruoli. I principali organizzatori del traffico, una coppia di cinquantenni peruviani del savonese, non riuscendo a reclutare con facilità corrieri da inviare in Sudamerica per recuperare la droga, si sono rivolti a loro cugini e lontani parenti residenti nell’hinterland milanese, che a loro volta si preoccupavano all’occorrenza di selezionare collaboratori compiacenti (tra cui il 42enne arrestato lo scorso anno a Malpensa). In particolare, negli ultimi tre mesi di indagini, i finanzieri hanno arrestato un peruviano di 36 anni residente ad Abbiategrasso (Milano), sposato con la cugina di uno dei gestori del traffico di droga, residente in provincia di Savona, trovato in possesso di un chilogrammo di cocaina nel portabagagli della sua autovettura. Un secondo arrestato, su indicazione dei suoceri peruviani partito per il Sudamerica a ritirare la droga, è stato bloccato all’aeroporto di Linate con dodici chilogrammi di cocaina nascosti nel doppio fondo del suo bagaglio. Dopo il suo fermo il “capo famiglia”, peruviano di 57 anni, ha tentato la fuga acquistando un biglietto di sola andata per Lima, venendo però bloccato dai finanzieri agli imbarchi internazionali dell’aeroporto di Malpensa. Secondo le stime della guardia di finanza di Malpensa, il giro di cocaina fruttava centinaia di migliaia di euro.