I siti di salute mentale che vendono i dati delle malattie degli utenti

Alcuni dei maggiori e più importanti siti internet dedicati alla salute mentale condividono i dati degli utenti, compresi i risultati del test sulla depressione, con concessionarie di pubblicità. Tradotto: le persone che ricercano sul web informazioni o aiuto per specifiche condizioni mentali potrebbero ricevere annunci mirati. L’utilizzo a scopo pubblicitario di questa vulnerabilità è stato rivelato da uno studio condotto quest’anno, a Londra, da Privacy International (Pi), un’organizzazione britannica senza scopo di lucro che difende e promuove il diritto alla privacy in tutto il mondo.

Ecco come usare le app di Google per chi ha una disabilita’

Esiste un “diritto alla tecnologia” per le persone diversamente abili? Si stima che al mondo siano un miliardo le persone colpite da qualche forma di disabilità fisica, sensoriale o cognitiva. Anche loro, come tutti, usano smartphone, pc e tablet. O almeno ci provano. Già, perché se sotto alcuni aspetti la tecnologia ha indubbiamente semplificato la loro vita – si pensi ai non vedenti, che possono muoversi con relativa facilità da un posto all’altro seguendo la voce di Maps – su un piano più generale l’accessibilità agli strumenti digitali pone seri problemi.