I siti di salute mentale che vendono i dati delle malattie degli utenti

Alcuni dei maggiori e più importanti siti internet dedicati alla salute mentale condividono i dati degli utenti, compresi i risultati del test sulla depressione, con concessionarie di pubblicità. Tradotto: le persone che ricercano sul web informazioni o aiuto per specifiche condizioni mentali potrebbero ricevere annunci mirati. L’utilizzo a scopo pubblicitario di questa vulnerabilità è stato rivelato da uno studio condotto quest’anno, a Londra, da Privacy International (Pi), un’organizzazione britannica senza scopo di lucro che difende e promuove il diritto alla privacy in tutto il mondo.

Google Chrome “congela” le pagine web per liberare ram

Google Chrome è da anni il browser preferito dalla maggior parte degli utenti di internet nonostante la sua insaziabile fame di memoria ram che spesso rallenta l’uso del computer in fase di navigazione. Il team di Mountain View ha deciso di implementare alcune nuove funzioni utili per liberare l’uso della memoria ottimizzando la velocità del browser.

Ecco come usare le app di Google per chi ha una disabilita’

Esiste un “diritto alla tecnologia” per le persone diversamente abili? Si stima che al mondo siano un miliardo le persone colpite da qualche forma di disabilità fisica, sensoriale o cognitiva. Anche loro, come tutti, usano smartphone, pc e tablet. O almeno ci provano. Già, perché se sotto alcuni aspetti la tecnologia ha indubbiamente semplificato la loro vita – si pensi ai non vedenti, che possono muoversi con relativa facilità da un posto all’altro seguendo la voce di Maps – su un piano più generale l’accessibilità agli strumenti digitali pone seri problemi.

Gli SMS 2.0 sono in arrivo: cosa sono e come funzionano

Google è pronta a dichiarare guerra a WhatsApp e iMessage con una nuova tecnologia per inviare SMS 2.0 che permettono di allegare immagini, video e contenuti multimediali. Stiamo parlando del protocollo RCS (acronimo di Rich Communication Services) su cui l’azienda di Mountain View sta investendo molto per tornare a dire la sua nel mondo della messaggistica istantanea.

Google Chrome mette un bollino “della vergogna” ai siti lenti

Google Chrome ha iniziato a sperimentare dei badge che identificano i siti internet che si caricano lentamente sul browser. Siccome la velocità è da sempre uno dei cavalli di battaglia del browser di Big G, gli sviluppatori hanno pensato di spronare il web a fare di meglio comportandosi esattamente come una maestra dell’asilo fa con i bambini.