Come sarò tra dieci anni?

Il nuovo programma combina riconoscimento facciale e ricostruzioni in 3D e promette di essere utile in numerosi campi

Riconoscimento facciale per suggerire il menù più adatto. La nuova frontiera dei fast food

Volete sapere come apparirete tra dieci anni (o tra venti, o trenta)? O come sembrereste con lunghi capelli biondi, o con una capigliatura afro? Finora per soddisfare queste curiosità esistevano programmi un po’ approssimativi, le cui immagini finali non erano mai del tutto soddisfacenti. Adesso il panorama cambia.

Le magie del Dreambit

È stato infatti presentato al Siggraph 2016, la più grande conferenza internazionale sulla grafica al computer, un programma battezzato Dreambit, che permette di vedere in maniera molto accurata e con precisione realistica i lineamenti che si avranno nel corso degli anni, o le modifiche (colore dei capelli e degli occhi, diversi stili di acconciatura) grazie ad algoritmi che incrociano sapientemente i programmi di riconoscimento facciale e le ricostruzioni in 3D. Un primo utilizzo di questo avveniristico software potrebbe essere nel campo delle indagini poliziesche, per elaborare identikit di bambini scomparsi da tempo (e dunque difficilmente rintracciabili), ma gli usi sono molteplici, dagli effetti speciali al cinema fino ai saloni di bellezza, per verificare immediatamente se un particolare stile di capelli sia adatto al proprio viso oppure no.

COME FUNZIONA? Bisogna caricare una foto e digitare nel motore di ricerca le parole chiave che fanno da traccia per la ricerca, per esempio “capelli ricci” o “1930”: il software incrocia i dati indicati, poi cerca e analizza foto disponibili su Internet, quindi, partendo dalla foto originale, elabora l’immagine – o la sequenza di immagini – più somigliante a quella del viso modificato dal tempo o dal nuovo look.

 

POLIZIA. Secondo il team di sviluppatori, il software è in grado di elaborare con precisione i cambiamenti dovuti al passare degli anni: potrebbe quindi essere utile nella ricostruzione di identikit, per esempio, per identificare bambini scomparsi da anni o latitanti che hanno camuffato il loro aspetto.

 

ATTORI. Un’altra possibile applicazione, ha aggiunto la sviluppatrice del software, Ira Kemelmacher-Shlizerman, potrebbe riguardare il mondo del cinema, dando la possibilità di mettere in scena le trasformazioni di un attore con un look diverso o al passare degli anni.

Fonte Focus

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