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Microsoft 7 va in pensione: ecco cosa fare!

A partire dal 14 gennaio 2020 Microsoft interromperà il supporto esteso al proprio sistema operativo Windows 7. Chi continuerà ad utilizzarlo non potrà più beneficiare degli aggiornamenti gratuiti legati alla sicurezza oltre ad eventuali update del sistema operativo.

Tutti i software, prima o poi, raggiungono il loro “fine vita”. Microsoft chiarisce in questa pagina le principali date che hanno a che fare con il supporto mainstream ed extended delle varie versioni dei suoi sistemi operativi. Inoltre, effettuando una ricerca a questo indirizzo è possibile raccogliere informazioni sulle politiche di aggiornamento di qualunque software Microsoft.

Sì perché la data di fine supporto di un sistema operativo di qualunque altro software porta con sé implicazioni dirette sulla disponibilità di nuove funzionalità e patch. Per un sistema operativo come Windows 7 l’introduzione di nuove funzionalità è cosa ormai superata da tempo ma ciò che è fondamentale è la disponibilità degli aggiornamenti di sicurezza. Utilizzare un sistema operativo non sicuro perché ha ormai raggiunto il suo “fine vita” e non vengono più rilasciate patch correttive per i vari problemi di sicurezza rappresenta un grosso problema, soprattutto in ambito aziendale.

E se è vero che in tantissimi uffici pubblici è facile imbattersi ancor oggi in macchine che adoperano ancora Windows XP ritirato addirittura ad aprile 2014, la pratica diffusissima che consiste nel continuare a utilizzare sistemi operativi ormai superati è fortemente sconsigliata

Microsoft ha fissato come data di “fine vita” per le varie edizioni di Windows 7 il 14 gennaio 2020: si tratta, come sempre accade in questi casi, di un martedì, il secondo del mese, giorno in cui verranno rilasciati gli ultimi aggiornamenti ufficiali per Windows 7. A partire da quella data i tecnici Microsoft non rilasceranno più alcuna patch per Windows 7, neppure per sanare problematiche di sicurezza. Cessando anche il periodo di supporto extended, Microsoft metterà nuovi aggiornamenti di Windows 7 solo nelle mani delle aziende che stipuleranno costosi abbonamenti speciali.

A distanza di un anno dalla fine del supporto di Windows 7, il sistema operativo Microsoft resta ancora il secondo più utilizzato al mondo con il 36,9% delle quote di mercato. Pensare che Windows 10 è leader con il 39,2% ma il “sorpasso” su Windows 7 si è registrato solo tra novembre e dicembre 2018 (fonte: NetmarketShare, Netapplications).

E se si continuasse a usare il sistema operativo dopo la data di “fine vita”? Niente paura, almeno nella fase iniziale. Fino al 14 gennaio 2020 Microsoft continuerà a rilasciare patch per sanare tutte le problematiche di sicurezza note e non è escluso che per i primi tempi, come peraltro già accaduto in passato, possa rilasciare aggiornamenti speciali in via straordinaria (è successo nel 2017 nel caso di sistemi operativi non più supportati come Windows XP, Windows Server 2003 e Windows Vista).

Se non si fosse in grado di passare a Windows 10 oppure a Linux entro il 14 gennaio 2020, c’è una soluzione: Microsoft ha confermato di voler fornire il Windows 7 Extended Security Updates (ESU) per i clienti Professional e Enterprise con licenze di acquisto del sistema operativo a volumi, a pagamento. L’azienda ha però annunciato di voler estendere il servizio anche a tutti i propri clienti business a prescindere dalle dimensioni.

Il servizio potrà essere acquistato a partire dal prossimo 1 dicembre e permetterà a tutti i clienti business dell’azienda che vogliono continuare a utilizzare il sistema operativo Windows 7 nei propri sistemi, o che molto più semplicemente non possono permettersi di aggiornarlo con Windows 10,

L’acquisto del servizio avverrà attraverso il programma CSP, cloud solution provider, di Microsoft; il processo sarà per singolo dispositivo, con un prezzo che tenderà ad aumentare anno dopo anno così da invogliare alla migrazione verso sistemi operativi più recenti. Il termine ultimo sarà il mese di gennaio 2023, periodo nel quale non saranno più forniti aggiornamenti dell’OS e patch di sicurezza. Il costo come detto è variabile, partendo da un minimo di 50 dollari per il primo anno sino ai 200 dollari del terzo anno per un singolo sistema.

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